RELAZIONE DIRIGENTE-DOCENTI
LA PALESTRA CONTESA
I protagonisti della vicenda sono :
-Giovanna, una docente piena di entusiasmo, che ,
individuata come figura obiettivo, propone di usare i fondi disponibili per
avviare un corso di psicomotricità in palestra a vantaggio degli insegnanti,
che si svolga in un giorno a settimana nelle ore pomeridiane con il supporto di
un docente esterno esperto in materia.
-il Dirigente Scolastico, che accetta la proposta
dell’insegnante sottoponendola alla votazione del Collegio, ma che poi si
oppone al progetto nel momento in cui riceve una telefonata dal sindaco della
cittadina, il quale gli ricorda che i locali della palestra servono ad una
società sportiva, che promuove incontri e attività ricreative per i giovani del
paese.
-il Sindaco, che sollecita telefonicamente il
dirigente scolastico a desistere dal proposito di prestare la palestra ai
docenti facendo valere la sua indiscussa
autorità rispetto a quelli che definisce semplici subalterni rispetto al
Preside: sarebbe utile evitare conflitti con l’amministrazione comunale, che si
era impegnata ad erogare sostanziosi contributi.
-il Presidente della società sportiva, che lamenta
il fatto che i docenti reclamano uno spazio per sé per progetti ‘fantomatici’ e
inutili e trascurano l’importanza della palestra come luogo di accoglienza dei
giovani in crescente rischio di delinquenza e droga.
Ordine secondo il comportamento dal migliore al
peggiore:
1: Giovanna, che propone un progetto innovativo ed è
un’insegnante attiva e motivata
2: il Presidente della società sportiva ( in quanto
si fa portavoce di genitori e ragazzi a
rischio in un territorio che non offre molte opportunità. Sbaglia però dal
momento che si possono usare anche altri locali per le attività sociali e non va tollerata un’eccessiva ingerenza di
estranei rispetto all’educazione e alla formazione, soprattutto se lo fanno con
scarso spirito di collaborazione).
3: il Preside ( il quale inizialmente accetta, ma di
fronte al primo ostacolo impone subito ai docenti di indietreggiare e
sottolinea l’opportunità di non entrare in conflitto con l’amministrazione
comunale per motivi economici)
4: il Sindaco (che con la sua lettera al preside
sembra il più arrogante, laddove invita il Capo d’Istituto a ‘mettere in riga’
i subalterni.
La soluzione non è semplice, ma andrebbe ricercata
sul criterio del dialogo e della mediazione.
Giovanna, la cui personalità mi sembra attiva e
dinamica, ma anche alquanto impulsiva e aggressiva, soprattutto nella reazione
furiosa con cui accoglie la notizia dei sopravvenuti ostacoli al suo progetto,
dovrebbe chiedere la convocazione di un collegio docenti per assumere una
decisione collettiva e magari spostare ad un altro pomeriggio la sua
iniziativa, con il consenso di colleghi, Preside e docente guida del progetto.