RELAZIONE DIRIGENTE-DOCENTI

LA PALESTRA CONTESA

Il Preside, con atteggiamento da moderatore, dovrebbe rispondere garbatamente alle lettere del Presidente dell’associazione sportiva, che si fa portavoce di tanti genitori, garantendo che il venerdì pomeriggio la palestra scolastica resta destinata come sempre alle attività sportive per i giovani a rischio, ma in un altro pomeriggio, ad es. il giovedì, la palestra verrà concessa ai progetti della scuola. Inoltre il Dirigente Scolastico, la cui personalità risulta tendente all’autoritarismo e pare motivato soprattutto da ragioni economiche, dovrebbe tenere conto dell’opinione dei docenti e delle iniziative prese, senza imporre nulla dall’alto, anche quando ci sono motivi di ordine economico.

Il Presidente della società sportiva, dopo aver fatto presente le proteste dei genitori, che sono parte fondamentale anche nella realizzazione del POF, dovrebbe attendere le decisioni del Collegio docenti, senza interferenze.

Il Sindaco non dovrebbe intervenire nella vicenda, soprattutto in modo tanto arrogante, stimolando il Preside all’autoritarismo e alla chiusura rispetto ai docenti. La sua arroganza è motivata dalla cessione dei fondi erogati dal comune, che non deve minacciare di tagliare. Al contrario, va riconosciuto il diritto della società sportiva a svolgere i suoi corsi, ma va conservata la massima collaborazione con la scuola, fermo restando che

Sul territorio andrebbero individuati altri luoghi da adibire ad iniziative

sociali e culturali,dato che non solo la scuola deve garantire servizi

formativi e istruttivi,ma anche altri Enti.

 

 





-il Presidente della società sportiva, che lamenta il fatto che i docenti reclamano uno spazio per sé per progetti ‘fantomatici’ e inutili e trascurano l’importanza della palestra come luogo di accoglienza dei giovani in crescente rischio di delinquenza e droga.

 

Ordine secondo il comportamento dal migliore al peggiore:

1: Giovanna, che propone un progetto innovativo ed è un’insegnante attiva e motivata

2: il Presidente della società sportiva ( in quanto si fa portavoce di genitori e ragazzi  a rischio in un territorio che non offre molte opportunità. Sbaglia però dal momento che si possono usare anche altri locali per le attività sociali  e non va tollerata un’eccessiva ingerenza di estranei rispetto all’educazione e alla formazione, soprattutto se lo fanno con scarso spirito di collaborazione).

3: il Preside ( il quale inizialmente accetta, ma di fronte al primo ostacolo impone subito ai docenti di indietreggiare e sottolinea l’opportunità di non entrare in conflitto con l’amministrazione comunale per motivi economici)

4: il Sindaco (che con la sua lettera al preside sembra il più arrogante, laddove invita il Capo d’Istituto a ‘mettere in riga’ i subalterni.

 

La soluzione non è semplice, ma andrebbe ricercata sul criterio del dialogo e della mediazione.

Giovanna, la cui personalità mi sembra attiva e dinamica, ma anche alquanto impulsiva e aggressiva, soprattutto nella reazione furiosa con cui accoglie la notizia dei sopravvenuti ostacoli al suo progetto, dovrebbe chiedere la convocazione di un collegio docenti per assumere una decisione collettiva e magari spostare ad un altro pomeriggio la sua iniziativa, con il consenso di colleghi, Preside e docente guida del progetto.



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