A SCUOLA ANCHE DA CASA
In questa sezione si presenta il caso di uno studente della scuola media, Marco, il quale, in seguito ad un incidente, è costretto a restare a casa per alcuni mesi e dunque non può frequentare la scuola. Si approntano, pertanto, soluzioni cha consentano al ragazzo di tenersi aggiornato sulle attività svolte in classe, sullo svolgimento del programma, sulla vita scolastica in generale, in modo che lo stato di handicap momentaneo non comprometta definitivamente l’anno scolastico. I mezzi multimediali sono quelli che, meglio di altri, offrono l’opportunità di vivere la realtà scolastica anche a distanza e in tempo reale, consentono il contatto con i compagni , offrono la possibilità di ascoltare le spiegazioni dei docenti e di inviare i compiti svolti a casa perché siano corretti. La web camera infatti, introdotta in classe a vantaggio di Marco, gli consente di assistere alle lezioni e al dibattito educativo, di prendere parte in tempo reale ad ogni attività, di non sentirsi escluso, pur restando a casa. Il contatto poi con i docenti attraverso e-mail gli dà l’occasione di esprimere direttamente eventuali dubbi e di avere risposte, di ricevere l’assegno da svolgere, di inviare i compiti. Il contatto con i compagni, in via riservata rispetto agli insegnanti, permette un dialogo con loro, non soltanto come studenti della stessa classe, ma soprattutto come compagni e amici.
L’adozione di mezzi multimediali a supporto da
alunni in tali condizioni può essere molto proficuo, ma non è applicabile in
tutti i casi. Ritengo infatti che, nel caso di Marco sia molto utile, in quanto
il ragazzo in tempi relativamente brevi tornerà alla frequenza, ma nei casi in
cui l’allontanamento dalla scuola sia purtroppo per un tempo molto lungo o
addirittura permanente, il sistema multimediale non sia esaustivo. Se già in questo caso la dimensione didattica
risulta del tutto stravolta e il computo delle assenze dalle lezioni si
sottragga al criterio tradizionale, in casi più gravi l’assenza permanente dal
contesto classe, dal rapporto diretto e umano, non filtrato da mezzi comunque
artificiali, determina un’impostazione didattica e umana non adeguata, rispetto a ciò che si intende per
vita scolastica e partecipazione attiva alla realtà di una classe. Inoltre tra i
compagni dello stesso Marco ce ne saranno senz’altro alcuni più abili nell’uso
del computer, altri meno aggiornati, con cui il rapporto si riduce o si dilegua
completamente, per cui alla fine il dialogo
permane con un numero limitato di compagni. Sebbene una realtà come
quella qui delineata possa rappresentare uno stimolo per alcuni compagni meno
abili nell’utilizzo di sistemi multimediali ad aggiornarsi, inevitabilmente il
confronto con l’intero gruppo classe e con
tutti i membri che lo costituiscono è penalizzato. Infatti la presenza concreta
di ogni alunno in classe resta il modo più produttivo di rapportarsi alla
scuola e il migliore presupposto alla crescita e al confronto.